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LA MEDIAZIONE CIVILE

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La mediazione civile fu introdotta dal D. Lgs. n. 28 del 04/03/2010.
Con la sentenza n. 272 del 06/12/2012 la Corte Costituzionale dichiarò però l’illegittimità costituzionale della sua disciplina per violazione degli artt. 76 e 77 Cost., motivando tale sua decisione col fatto che l’obbligatorietà della mediazione o, meglio, che la sanzione dell’improcedibilità della domanda giudiziale derivante dal mancato previo esperimento del procedimento di mediazione non avrebbe potuto essere adottata con lo strumento del decreto legislativo in mancanza di un’esplicita indicazione in tal senso nella relativa legge delega (la L. n. 69/2009).
La disciplina della mediazione obbligatoria fu così espunta dal D. Lgs. n. 28/2010.
Ma col D.L. n. 69 del 21/06/2013, convertito, con modificazioni, dalla L. n. 98 del 09/08/2013 l’obbligatorietà della mediazione fu reintrodotta con alcune modifiche rispetto all’originaria disciplina e con l’introduzione, nel D. Lgs. n. 28/2010, del nuovo art 5, comma 1 bis, il quale dispose che l’obbligatorietà della mediazione avesse natura transitoria e sperimentale.
L’art. 11 ter del D.L. n. 50 del 24/04/2017 convertito, con modificazioni, dalla L.  n. 96 del 21/06/2017  ha modificato l’art. 5, comma 1 bis, del D. Lgs. n. 28 del 04/03/2010 stabilizzando nuovamente la disciplina della mediazione obbligatoria.

​​​​​​​La mediazione civile è un' “attività, comunque denominata, svolta da un terzo imparziale e finalizzata ad assistere due o più soggetti nella ricerca di un accordo amichevole per la composizione di una controversia, anche con formulazione di una proposta per la risoluzione della stessa”  (art. 1 lett. a, del D. Lgs. n. 28/2010).
Può essere facoltativa, obbligatoria ovvero disposta dal giudice.
Si tratta di una procedura che in passato è stata e che ancor oggi è oggetto di aspre critiche, dato che, secondo taluni -compreso chi scrive-, nella realtà assai raramente porta a risultati positivi e che pertanto si risolve in un aggravamento dei costi ed in un allungamento dei tempi, già non brevi, di giustizia.
La mediazione è obbligatoria qualora si intenda esercitare in giudizio un'azione relativa ad una controversia in materia di
- condominio;
- diritti reali;
- divisione;
- successioni ereditarie;
- patti di famiglia;
- locazione;
- comodato;
- affitto di aziende;
- risarcimento del danno derivante da responsabilità medica e sanitaria;
- risarcimento del danno derivante da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità;
- contratti assicurativi, bancari e finanziari.
Nel corso del processo civile il giudice può però (anche nel grado di appello, purchè prima dell'udienza di  precisazione delle conclusioni ovvero, quando tale udienza non è prevista,  prima della discussione della causa), valutata la  natura  della  causa,  lo  stato  dell'istruzione  e  il comportamento  delle parti, disporre la mediazione ed in tal caso, l'esperimento di quest'ultima diviene  condizione di procedibilità della domanda giudiziale.
La mediazione non è condizione di procedibilità della domanda giudiziale e, pertanto, non è obbligatoria: 
per le azioni previste dagli articoli 37, 140 e 140 bis del D. Lgs. n. 206 del 06/09/2005 (il cosiddetto “codice del consumo”);
per i procedimenti per ingiunzione;
per i procedimenti per convalida di licenza o sfratto, fino al mutamento del rito di cui all'art. 667 c.p.c.;
per i procedimenti di consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite, di cui all'articolo 696 bis c.p.c.;
per i procedimenti possessori, fino alla pronuncia dei provvedimenti di cui all'articolo 703, 3° comma, c.p.c.;
per i procedimenti di opposizione o incidentali di cognizione relativi all'esecuzione forzata;
per i procedimenti in camera di consiglio;
per l'azione civile esercitata nel processo penale.
Anche nei casi di mediazione obbligatoria, tuttavia, è sempre possibile richiedere al giudice i provvedimenti che, secondo la legge, risultino urgenti ed indilazionabili.
Nelle materie in cui esiste l’obbligatorietà della mediazione le parti sono obbligate a farsi assistere da un avvocato.
La mediazione viene introdotta con un'istanza (che deve contenere i dati dell’organismo di mediazione, le parti, l’oggetto e le ragioni della pretesa), da presentare all’organismo di mediazione prescelto, presente nel luogo del giudice territorialmente competente per il processo civile.
Una volta intrapreso il procedimento di mediazione, a seguito di apposita istanza (che deve contenere i dati dell’organismo di mediazione, le parti, l’oggetto e le ragioni della pretesa), viene fissato un incontro preliminare tra le parti nel corso del quale il mediatore designato informa le stesse sulla funzione e le modalità di svolgimento della procedura.
In questo primo incontro il mediatore verifica l’effettiva possibilità di un accordo e, qualora emerga l’impossibilità dello stesso, ciò è condizione sufficiente per la procedibilità dell’azione giudiziaria.
In questo caso nessun compenso è dovuto all’organismo di mediazione, salvo un rimborso delle spese.
Il procedimento di mediazione ha una durata massima di tre mesi, trascorsi i quali il processo può iniziare o proseguire.
All’atto della presentazione della domanda di mediazione, il responsabile dell’organismo designa un mediatore e fissa il primo incontro tra le parti non oltre trenta giorni dal deposito della domanda.
Se la mediazione riesce le parti sono tenute al pagamento delle indennità spettanti all'organismo di mediazione determinate in misura correlata al valore della controversia.
L’accordo viene verbalizzato e sottoscritto dal mediatore e dagli avvocati delle parti ed Il verbale di conciliazione assume efficacia di titolo esecutivo per l’espropriazione forzata, per l’esecuzione per consegna e rilascio, per l’esecuzione per gli obblighi di fare e non fare, nonché per l’iscrizione dell’ipoteca giudiziale senza senza nessun ulteriore adempimento, considerato che i difensori delle parti ne certificano la conformità alle norme imperative ed all’ordine pubblico.
In tutti gli altri casi (sono essenzialmente quelli relativi ad accordi raggiunti senza l’assistenza degli avvocati in sede di mediazione facoltativa), l’efficacia di titolo esecutivo dell’accordo si ottiene con l’omologa del Presidente del Tribunale competente.
Gli atti del procedimento di mediazione sono esenti dall’imposta di bollo e da ogni altra spesa, tassa o diritto di qualsiasi specie e natura.
Il verbale di accordo è esente dall’imposta di registro sino alla concorrenza del valore di € 50.000.

 

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