negoziazione assistita-civile - amministrativo - tributario

 
 
LA NEGOZIAZIONE ASSISTITA
 
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​​Cos'è la negoziazione assistita.
La negoziazione assistita è stata introdotta dal D.L. n. 132/2014 convertito con modificazioni dalla L. n. 162/2014 ed è in vigore dal 09/02/2015.
Si tratta di un accordo con il quale le  parti  convengono  di cooperare in buona fede e con lealtà per risolvere amichevolmente una controversia tramite l'assistenza di  avvocati iscritti  all'albo.
Non può riguardare diritti indisponibili o controversie in materia di lavoro.

Controversie per le quali il procedimento di negoziazione assistita è condizione di procedibilità della domanda giudiziale:
· risarcimento del danno da circolazione  di veicoli e natanti;
- pagamento a qualsiasi titolo di  somme  fino a cinquantamila euro.
In questi casi l'esperimento del procedimento di negoziazione assistita non preclude la concessione di provvedimenti urgenti e cautelari, nè la trascrizione della domanda giudiziale.
Materie per le quali il procedimento di negoziazione assistita non è condizione di procedibilità della domanda giudiziale:
- obbligazioni contrattuali derivanti  da contratti conclusi tra professionisti e consumatori;
- materie soggette alla mediazione obbligatoria di cui al D. Lgs. n. 28/2010, come modificato dal D.L. n. 69/2013 convertito con modificazioni dalla L. n. 98/2013 (condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno derivante da responsabilità medica e sanitaria e da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari);
Procedimenti  per i quali il procedimento di negoziazione assistita non è condizione di procedibilità della domanda giudiziale:
- procedimenti in cui la parte può stare in giudizio personalmente;
- procedimenti per ingiunzione, inclusa l'opposizione;
- procedimenti di consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite, di cui all'articolo 696 bis c.p.c.;
- procedimenti di opposizione  oppure  incidentali di cognizione relativi all'esecuzione forzata;
- procedimenti in camera di consiglio;
- azione civile esercitata nel processo penale.
Come funziona.
Chi intende esercitare un'azione giudiziale invita l'altra parte, tramite il proprio avvocato, a stipulare una convenzione  di  negoziazione  assistita.
A questo punto si può verificare una delle seguenti ipotesi.
1) L'invito non  è  seguito dall'adesione della controparte entro trenta  giorni dalla  data in  cui quest'ultima l'ha ricevuto e quindi la condizione di procedibilità dell'azione giudiziaria si considera verificata.
2) L'invito è seguito dal rifiuto esplicito della controparte entro  trenta  giorni  dalla data in cui quest'ultima l'ha ricevuto e quindi la condizione di procedibilità dell'azione giudiziaria si considera verificata.
3) Gli avvocati predispongono una convenzione scritta di negoziazione, nella quale è stabilito un termine non inferiore ad un mese e non superiore a tre mesi (ma si può concordare di prorogarlo per altri trenta giorni) entro il quale si dovrà raggiungere un accordo sulla controversia.
La convenzione è firmata dalle parti e gli avvocati certificano l'autenticità delle sottoscrizioni.
Se entro tale termine si raggiunge un accordo  la vicenda è conclusa.
Se, invece, non si raggiunge un accordo, la condizione di procedibilità dell'azione giudiziaria si considera verificata.
Se si avvia il processo senza aver prima spedito l'invito a stipulare una convenzione  di  negoziazione  assistita oppure, pure avendo spedito l'invito, senza attendere che la relativa procedura si sia conclusa,  l'improcedibilità dev'essere eccepita  dal  convenuto  o rilevata d'ufficio  dal  giudice  non oltre la prima udienza.
Quando la  negoziazione  assistita  è iniziata ma non si è conclusa,  il giudice fissa  la  successiva  udienza dopo la scadenza del termine che le parti avevano concordato per raggiungere una soluzione concordata della controversia.
Quando la procedura di negoziazione assistita non  è stata  esperita, il giudice assegna alla parte più diligente il termine di  quindici  giorni per comunicare all'altra l'invito a stipulare una convenzione  di  negoziazione  assistita e fissa l'udienza successiva per una data successiva a tre mesi (decorrenti dalla scadenza dei precedenti quindici giorni).
Nel primo caso, se all'udienza rileverà che la controversia è stata definita, il giudice dichiarerà estinto il processo, altrimenti quest'ultimo proseguirà.
Nel secondo caso, se nessuna delle parti avrà comunicato all'altra l'invito a stipulare una convenzione  di  negoziazione  assistita, il giudice dichiarerà l'azione improcedibile, mentre se tale invito sarà stato comunicato, ma non avrà avuto esito fruttuoso, il processo proseguirà.
Ovviamente se l'invito a stipulare una convenzione di negoziazione assistita sarà stato comunicato e ciò avrà avuto come esito la definizione concordata della controversia il giudice dichiarerà estinto il processo.
Le spese.
Salvo diverso accordo tra le parti, ciascuna di esse paga il proprio avvocato.
 

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