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CONTROVERSIE CON GLI OPERATORI DI TELEFONIA
 
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Nel caso di controversie tra gli utenti e gli operatori delle comunicazioni che forniscono i servizi di telefonia mobile e/o fissa e/o internet non si ci può immediatamente all’autorità giudiziaria.
Occorre infatti rivolgersi al Comitato Regionale per le Comunicazioni (Co.Re.Com)
, ente al quale l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (A.G.Com.)  ha delegato l’espletamento tentativo obbligatorio di conciliazione previsto dalla legge.
Per determinare il Co.Re.Com territorialmente competente per l’esperimento del tentativo di conciliazione si ha riguardo al luogo in cui è ubicata la postazione fissa ad uso dell’utente ovvero, negli altri casi, al domicilio indicato dall’utente al momento della conclusione del contratto ovvero, in mancanza, alla sua residenza o sede legale.
Con tale procedura si cerca di trovare una soluzione transattiva della controversia.
La procedura di conciliazione può essere intrapresa dall’utente personalmente, il quale però può pure scegliere di farsi rappresentare da qualcuno di sua fiducia o da un avvocato.
In sede di tentativo conciliazione non sono però riconosciute le spese legali.
Entro trenta giorni dal deposito dell’istanza di avvio della procedura il Co.Re.Com. fissa l’udienza di conciliazione e convoca le parti.
È comunque possibile adire direttamente l’autorità giudiziaria civile trascorsi trenta giorni dal deposito dell’istanza di conciliazione senza che essa si sia conclusa.
Il tentativo di conciliazione si può concludere con un accordo, nel qual caso il relativo verbale ha valore di titolo esecutivo oppure può avere esito negativo.
In quest’ultimo caso è possibile adire l’autorità giudiziaria civile.In alternativa all’azione giudiziaria civile, entro tre mesi  dall’esito negativo del tentativo di conciliazione l’utente può chiedere all’A.G.Com. di definire la controversia.
Con il provvedimento che definisce la controversia, l’A.G.Com. può ordinare all’operatore delle comunicazioni di rimborsare all’utente eventuali somme non dovute o di corrispondere gli indennizzi nei casi previsti dal contratto, dalle carte dei servizi e/o dalle disposizioni normative e/o dalle delibere della stessa Autorità.
L’A.G.Com. però non può condannare l’operatore delle comunicazioni al risarcimento di eventuali danni subiti dall’utente, per i quali si ci deve rivolgere all’autorità giudiziaria civile.
Va comunque tenuto presente che il provvedimento dell’Ag.Com non costituisce titolo esecutivo, ma ha costituisce un ordine  ai sensi del ai sensi dell’articolo 98, 11° comma, del D. Lgs. n. 259 dell’01/08/2003 (codice delle comunicazioni elettroniche), che comporta, per  i  soggetti  che  ad esso non  ottemperano, una sanzione amministrativa pecuniaria.
Va comunque tenuto presente che assai di sovente accade che trascorrano i trenta giorni dal deposito dell’istanza di conciliazione avanti il Co.Re.Com senza che la procedura di conciliazione si conluda ed, anzi, senza che neppure abbia inzio, per cui la scelta obbligata è quella di rivolgersi al giudice competente, che quasi sempre è il Giudice di Pace.

 
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